La Virtus e la disabilità

(edit: il titolo è stato modificato)

Mi scrive una persona che vuole rimanere anonima:

sono una ragazza con difficoltà motorie,per tre anni ho praticato nuoto libero peresso il Centro Sportivo VIRTUS di Torre Gaia, ieri,come ogni anno, mia madre è andata ad iscrivermi presso il Vostro centro e il nuovo gestore della piscina le ha illstrato una serie di problemi e difficoltà di accesso  (a mio avviso inesistenti,anche perchè nei anni passati non ho avuto nessun problema),e le ha consigliato di rivolgersi ad una struttura comunale in quanto i “centri sportivi privati” non sono adeguati ai clienti con con handicap.

La cosa ovviamente non mi sorprende considerando che mi sono spesso scontrato con i gestori.
Però non sconosco bene la legge in tal senso e quindi posso solo esprimerti la mia solidarietà
nella speranza che qualcuno più informato possa darci qualche informazioni in più.

È vero che la Virtus è privata, ma è del consorzio e dovrebbe consentire l’accesso a tutti.
Mi spiace non poterti dire di più.

2 risposte a La Virtus e la disabilità

  1. sport75 scrive:

    In merito al commento lasciato dalla ragazza anonima con difficoltà motorie , la gestione della Virtus Sport non può rimanere in silenzio leggendo un titolo di testata che riporta “la Virtus discrimina noi disabili” .
    E’ nostra opinione che sarebbe opportuno fare attenzione nel pronunciare sentenze senza cognizione di causa e tendenzialmente diffamatorie.

    La gestione della Virtus Sport è dispiaciuta della situazione in cui si trova ad essere la ragazza e spera che in futuro si possa trovare una valida e solidale soluzione .

    Interrogati dal Presidente della SS Torre Gaia circa il commento pubblicato su questo blog, il Vice-Presidente dell’Asd virtus Sport risponde con la seguente e-mail di cui si riporta fedelmente il testo.
    Si fa presente che quanto di seguito riportato era già stato riferito alla mamma della ragazza al momento della sua richiesta, spiegandole tutte le motivazione del caso.

    ” Egr. Sig. XXXXXXX,

    In merito a quanto richiesto le riporto il mio dispiacere per la situazione in cui si trova ad essere la ragazza in questione, visto la presenza anche nella mia famiglia di casi simili.

    Circa la situazione che si è venuta a creare e’ opportuno che lei sappia che la mamma della ragazza richiedeva di far praticare alla figlia, “purtroppo” disabile negli arti motori, nuoto libero senza istruttore.

    Lei saprà benissimo che perfino nelle strutture specializzate per diversamente abili, il rapporto di lavoro è di uno a uno (un insegnante ed un allievo). L’insegnante tra l’altro deve essere qualificato.

    Non è pensabile far praticare il nuoto libero senza istruttore a persone, disabili e non , senza i necessari requisiti natatori :
    GALLEGGIAMENTO E MOVIMENTO SENZA nessun AUSILIO (pinne-braccioli-ciambelle-tavolette) E NUOTATA SCORREVOLE TALE DA NON INFICIARE LA SICUREZZA PERSONALE E DEGLI ALTRI SOCI.

    La Signora mi ha comunicato che anche altre strutture sportive limitrofe le hanno ribadito l’impossibilità di tale richiesta e lei non era comunque interessata a far prendere alla figlia lezioni private con un istruttore specializzato (che dovrei comunque ricercare).

    Le richieste della signora purtroppo non sono finite qui:

    1) richiedeva la presenza e l’assistenza ogni volta del nostro “manutentore” per accompagnarla fino alla vetrata superiore esterna della piscina, passando per il camminamento riservato alla manutenzione, ed entrare con la carrozzina dalla “porta di emergenza” per accedere agli spogliatoi.

    2)richiedeva il posizionamento di una presa per la corrente “personale” per poter utilizzare il proprio asciugacapelli .

    3)richiedeva la possibilità di farsi la doccia utilizzando una “comune sedia “e non l’apposita carrozzina a norma.

    Faccio presente che il manutentore potrebbe non essere presente in sede oppure in faccende manutentive affaccendato; non è comunque una figura specializzata ed adibita per disabili e non può assumersi la responsabiltà del caso.

    Ai fini normativi ed assicurativi, l’entrata e l’accesso ai soci deve avvenire dall’interno della struttura e non attraverso persorsi alternativi non preposti allo scopo o attraverso porte di emergenza.

    In caso di incidenti che potrebbero verificarsi non utilizzando i percorsi previsti, le responsabilità ricadrebbero verso la Virtus Sport stessa.

    L’accesso alla palestra (al piano terra) è possibile ma vista la presenza della scale e la mancanza di un adeguato ” ascensore per disabili “a norma di legge, il percorso per raggiungere la piscina al primo piano risulta quanto meno proibitivo per la ragazza.

    Ricordo inoltre che le normative prevedono, per le strutture adibite ai diversamante abili, l’assenza di barriere architettoniche all’interno dei corridoi, spogliatoi, locale docce , accesso vasca e deve essere possibile il movimento della carrozzina in tutti gli ambienti comuni, per permettere al disabile il raggiungimento del bordo piscina senza abbondonare mai la stessa (per evitare spiacevoli incidenti), .

    Lei, Sig. XXXXXXXX, sa benissimo l’inadeguato spazio destinato agli spogliatoi perfino per i soci senza problematiche motorie;sono presenti diverse barriere architettoniche basti pensare al corridoio,alle porte, alla vaschetta di accesso, e alla presenza sul pavimento di tappettini rialzati antiscivolo (necessari visto che il pavimento non è antiscivolo) che impedirebbero il movimento della carrozzina.

    L’utilizzo della doccia con una normale sedia è impensabile. Per evitare incidenti è ncessaria l’apposita carrozzina.

    Non mi voglio soffermare troppo sulla richiesta di una presa della corrente per l’ascugacapelli della ragazza. Ricordo che la normativa prevede la non conformità e la pericolosità circa l’utilizzo di prese della corrente ad altezza uomo o più bassa.

    Lei sa che ci siamo adeguati in tal senso.

    Faccio presente inoltre che non esiste nessun tipo di scarico di responsabilità che ci metterebbe al sicuro in caso di incidenti.

    Sarei ben lieto di accontentare le richieste della signora (ribadendo comunque il concetto che il nuoto senza istruttore è comunque da escludere) impegnandomi personalmente alla ricerca di un istruttore qualificato per il caso della ragazza.

    Richiedo quindi la collaborazione della SS Torre Gaia nel prevedere un piano d’intervento per l’eliminazioni di tutte le barriere architettoniche presenti nella struttura e negli spogliatoi e della dotazione del sopracitato ascensore per disabili, per permettere un utilizzo sicuro della struttura sportiva anche per i diversamente abili evitando così spiacevoli incidenti.

    Infine ci tengo a precisare che la struttura è frequentata anche da soci aventi patologie mentali (sindrome di down, autistici, ritardi mentali di diverso genere) e da soci aventi problematiche motorie più lievi rispetto il caso della ragazza (distrofia, ipotonia muscolare,protesi di vario genere, ad esempio) ed ho personalmente inserito all’interno di corsi di nuoto di normodotati anche i diversamente abili sopracitati, secondo dei criteri di inserimento programmatici ed efficaci; ma il tutto è avvenuto nel rispetto della sicurezza .

    Rimango a disposizione anche per qualsiasi chiarimento verbale

    cordiali saluti

    Il Vice-Presidente
    Asd Virtus Sport “

  2. torregaia scrive:

    Grazie per la risposta e per l’approfondimento.
    Concordo su titolo che provvederò a modificare.
    Eliminerò però dal commento il cognome degli interessati onde evitare problemi di privacy.

    Grazie per l’intervento.
    Cordiali saluti.

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